sabato 21 novembre 2009

Drupi - Bella Bellissima (1976)


Firma : Rita Bellacosa Uno strip che strappa l’applauso 21/11/2009 - 20:12
Musica scelta con malizia, tu con un abitino leggero nero corto ti muovi sinuosa su tacchi vertiginosi; sotto l’abito hai molto poco, un velo impalpabile di lingerie nera. Sul viso le luci di un sapiente maquillage; non c’è che dire, stasera hai superato te stessa: una grande star per un pubblico di un unico spettatore. Pregusti e continui nella tua strategia di guerra. Ti specchi, ondeggi prima di qua, poi di là; è bello specchiarsi compiacendosi della propria beltà. Eh si, sei proprio bella. Te lo dicevano tutti al paese ma tu non ci credevi o forse fingevi indifferenza. Una Rispondevi a tutti: <>. Eppure eri attenta al tuo vestire; ogni sera poggiavi sulla sedia gli abiti dell’indomani scelti secondo come ti saresti voluta sentire la mattina dopo. Ascoltavi spesso una canzone da quel piccolo mangiadischi arancione, d’epoca ormai perché era in casa da tanti anni. Come faceva quel motivo? Ah, si, “sotto ai blue jeans tu non ci porti mai niente” ed arrossivi solo al pensiero e immaginavi a chi Drupi avesse potuto dedicare quelle parole e come dovesse essere lei. Eri carina, molto; avevi quella sensualità inconsapevole che una ragazzina preadolescente può avere, un misto di innocenza infantile e desiderio di sentirti già donna, curiosa e spaventata di ciò che questo potesse significare. Eccola la donna che eri diventata; bellissima, morbida occhieggiava da quello specchio. Lo aspettavi come ogni sera inventandoti una sorpresa speciale per il tuo uomo, finalmente, dopo che ci avevano provato in tanti che potevi riempirci uno stadio. Lui no, non ti aveva corteggiata, lusingata, circondata di attenzioni, sommersa di regali; lui non era così. Ti aveva semplicemente guardata come sei, per quello che sei. Ecco, stava per rientrare; immaginavi che ti avrebbe sorpresa mentre, con le mani, accompagnavi ogni movimento del corpo carezzandoti lievemente. Avresti cominciato a spogliarti, senza ansie, ancheggiando nel buio illuminato solo dalla luce fioca proveniente dalla strada della metropoli. Fissarlo senza distogliere neppure per un attimo lo sguardo da lui, ridacchiare ogni tanto, piccole risatine mentre lui ti guardava e tu...via , giù la lampo. Ti vedevi mentre lo stuzzicavi facendo smorfiette intervallate da sospiri. Seduta avresti cominciato a sfilarti lentamente una calza, rimesso il tacco, sfilata l’altra. Ti saresti alzata di scatto muovendo le gambe lisce. E in un secondo sul letto e poi …

domenica 15 novembre 2009


Le piaceva esplorare nel gioco dell’amore. Conosceva l’arte del sedurre, stuzzicava gli uomini che le suscitavano interesse, facendo l’amore con gli occhi, solo per sperimentare l’esperienza. Sapeva come saettare lo sguardo, come mostrare negli occhi un desiderio che, in realtà, non sentiva, come trattenere nel tempo un uomo conquistato con le sole parole. Sapeva trarre vantaggio dal suo corpo morbido lasciando che gli uomini subissero il fascino dell’immaginazione. Si trattava sempre di una prova tesa più che altro a valutare se stessa, e la sua capacità di destreggiarsi in situazioni galanti più o meno pericolose. La presenza dell’uomo di turno era soltanto un dettaglio casuale. Conduceva le situazioni all’estremo, come prova della sua rocciosa forza interiore e della ferrea capacità di pilotare gli eventi esercitando la volontà di dominare sull’insistenza degli uomini a possederla. teorizzava, < è pura violenza, è invasione di corpi frementi. A letto occorre dimenticare qualsiasi regola o sovrastruttura, inutile sovrapposizione di fastidiosa e stridula voce sulle voci possenti dei corpi. L’uomo e la donna sono esseri animali e come tali devono agire, in preda all’istinto della passione. Il sesso è selvaggio, scomposto, illimitato. ( da LE INUTILI APPARENZE, CAP. XIII)